CAMILLO BERNERI PDF

Naar navigatie springen Naar zoeken springen Camillo Berneri Camillo Berneri Lodi , 28 mei - Barcelona , 5 mei was een Italiaanse professor in de filosofie, anarchistische militant, propagandist en theoreticus. Hij was gehuwd met Giovanna Berneri. Berneri, een veteraan uit de Eerste Wereldoorlog , professor humane wetenschappen aan de Universiteit van Florence en lid van de Unione Anarchia Italiana, verzette zich tegen de overname van zijn land door het fascistisch bewind. In al deze landen werd Berneri vaak onder arrest geplaatst en meestal ook het land uitgezet. Het constant onder toezicht staan, weerhield hem er niet van om te schrijven over verschillende onderwerpen, vooral antiklerikale en antifascistische artikelen. Samen met Carlo Rosselli , organiseerde Berneri de eerste militie van Italiaanse vrijwillige verzetsstrijders om te gaan vechten in de Spaanse Burgeroorlog , tegen de staatsgreep die Francisco Franco trachtte te plegen.

Author:Goran Nikazahn
Country:Papua New Guinea
Language:English (Spanish)
Genre:Politics
Published (Last):4 July 2006
Pages:461
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ISBN:492-1-37653-495-6
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Chiss se verr stasera Don Anatema. Gli altri giocatori di scopa, il veterinario, il farmacista ed il direttore delle scuole si strinsero nelle spalle, come per dire: se viene, bene, altrimenti si gioca egualmente. Il dottore era socialista, ma a "Don Anatema" voleva bene.

Ne amava principalmente quella sua spontanea eloquenza, che sentiva scaturire da un cuore generoso. Discutevano, di quando in quando, riscaldandosi tutti e due, ma si lasciavano buoni amici. Le loro professioni li facevano incontrare, e quando, in una notte invernale, tossicchiando e rabbrividendo, ripartivano sotto la neve o la pioggia nelle vie fangose, dal casolare sperduto nei campi, erano muti di commozione.

Che peccato che abbia quelle ideacce". E il dottor Berli diceva di Don Bonetti: "Un prete cos non lo si trova che di rado". Quel vecchio che non ristava dal lavoro che per gli obblighi del sacerdozio e per lo studio, era sempre disposto a farsi in quattro per tutti. Ed era generoso fino a considerare superfluo il necessario. Il cornicione della casa sbrecciato; posso chiamare Tonio a ripararlo?

Non si adirava quasi mai, ma le ingiustizie gli rivoltavano il sangue. Una volta si trov a passare davanti alla villa del Conte Della Torre, il pi grosso signore del posto, mentre il contadino, inturgidendo la sua voce da eunuco, alzava il frustino contro un giovane contadino che protestava contro non so quale vassallata o birberia.

Intervenne con un "Signorino, le mani a posto" cos perentorio, che quegli ne rimase sbigottito. Con gli umili era dolce e premuroso. Perch lo chiamavano "Don Anatema" i suoi compagni di scopa e di sette e mezzo? Egli era un ometto gracile, che cominciava ad ingobbare, quasi interamente zucconato dalla calvizie, i baffi un poco grigi.

Essa, invece, era giovane e belloccia. Ritta al banco pareva essere l per decorare il locale pi che per servire i clienti, vari dei quali se la pasteggiavano con gli occhi. A rivolgerle complimenti zuccherosi, il Lapi non aveva mai osato. La guardava, bevendo a zinzini. Tirava fuori un giornale e lo leggicchiava, per darsi un contegno; e la guardava ancora. La manovra cominciava alle ore 20 e finiva alle Mai, o ben di rado, pi tardi; ch alle 5 la prima corsa fischiava e lo chiamava al casotto vetrato dei biglietti, dove scorrevano le sue giornate.

Aveva un appartamentino, propriet sua, spazioso, non brutto, in una via centrale; ma non serviva che a fargli sentire maggiormente che era solo. Era una specie di tomba di famiglia. Sa che bella pensione metterei su? Ne avrei dei pensionanti. E che pensionanti! Ma gli occhi erano grandi e neri e, quando la malizia non li accendeva, avevano un languore mucchesco che al cuore del Lapi diceva tante cose. Essa si accorse ben presto di quella lampada votiva accesa davanti a lei, povera ragazza persa nel mondo; ed aveva cominciato a gettar olio sulla fiamma.

Una sera da cani, il Lapi era entrato zeppo di pioggia nel caff deserto. Nerina, soavizzando la voce, gli aveva detto: "che malinconia stasera. Stavo per chiudere".

Non vorr mica restare levata per me solo". E Nerina: "ma no, signor Lapi. Mi dia il paltot che glielo metto ad asciugare Lo faccio anche per me, lo si berr insieme La voce era calda, zuccherosa e con i chiodi di garofano, come il vin caldo. Si misero accanto alla stufa e le "quattro chiacchere" diventarono un colloquio lungo lungo. Marina gli disse che non aveva mai visto un uomo serio come lui; che a lei, nonostante dovesse fare la gentile con tutti, piacevano gli uomini seri; che se avesse incontrato un uomo proprio serio lo avrebbe adorato.

Il Lapi le disse che era stanco di star solo; che avrebbe voluto incontrare una donna cos quando era giovane; che se non fosse stato solo avrebbe messo su una bella pensione.

Essa cominci a strecciarsi e fu cos incoraggiante che fin per essere scarmigliata dalla convulsa felicit del suo adoratore. Allora lo sgrid, ma dolcemente; e lo spinse fuori con un: "arrivederci, Paolo", che la scala di seta e la luna non ci sarebbero state male.

Alle saporose gioie del plenilunio nozzeresco segu il tran-tran di vita della pensione, che marciava bene. Ma a rabbuiare il cuore del Lapi venne la gelosia. Non era pi la ragazza che si lasciava abbracciare, palpeggiare e pizzigottare; ma non era neppure la signora.

Una mattina, il signor Guidi, mentre muscoleggiava in maglietta, le aveva detto, posando i manubri: "Oh, vediamo se pesante"; Nerina aveva protestato. Ma aveva protestato ridendo, ed era uscita con la bocca semiaperta da un sorriso beato.

E proprio il signor Guidi che stava per uscire, aveva chiamato, quel giorno stesso, ad aiutarla a torcigliare il bucato. Il Lapi cerc di convincersi che era "il carattere fatto cos" e che Nerina lo amava. Se lo disse tante di quelle volte che fin per tranquillizzarsi. Ma una mattina del si trov di fronte alla verit, che, essendo nuda, quando brutta brutta sul serio. Che fosse un 3 di febbraio non dice proprio nulla, ma che fosse un giorno del s, per via di quella luce giallo temporale che filtra su questa vicenda: luce ottocentesca.

La mattina del 3 febbraio , dunque, il Lapi sorvegliava le successive soste di sua moglie nelle camere dei pensionanti, per la distribuzione della colazione, quando ud un grido soffocato. Nerina era nella camera del Guidi. Segu uno scambio precipitoso di parole, e ci fu una pausa.

Poi la voce di Nerina mormor: "Su, basta Mi lasci andare Se mio marito sente Ma sa che sfacciato? Il tono di quella voce lo scamiciava. Nerina usc rossa e scarmigliata. Il Lapi era bianco, ch il cuore si marmava. Anche la voce gli si era gelata, s che labbreggiava senza poter dire parola.

Le fece cenno di seguirlo. Essa gli tenne dietro, ravviandosi con le mani tremanti. E si trovarono di fronte. Nerina guardava il tappeto giallo di pappagalli e rosso di pagode, il Lapi guardava Nerina come per vedere la faccia del peccato. Ma non vide che un volto dolente. Timido, non poteva, per uscire dal bozzolo, che impazzire o fare il santo. Ti auguro di trovare qualcuno che ti ami e ti renda felice".

Nerina prese a singhiozzare. Non farmi perdere la testa". Nerina rimase l, davanti alla porta richiusasi senza tonfo. Allora si avvil del tutto. Avendo udito qualcuno scender le scale, suon.

Il Lapi, al vederla, incresp la faccia. Nerina avrebbe voluto dirgli: "Ma non vedi come mi mandi fuori? E, poi, i pensionanti che cosa mangiano oggi? Ma questo le parve ridicolo e cos gett le braccia al collo del marito gridandogli: "Paolo, Paolo mio, sento che lontano da te non potrei pi vivere! E continu su questo tono, dopo aver richiuso la porta. Il Lapi, da santo, divent matto; s che le dette un manrovescio da sguanciarla.

Poi si mise ad urlare, cercando di fare della sua vocina una vociona da imbonitore: "Venite a vedere, o Signori, la donna senza cuore. Pare una donna e non una donna". A questa frase si ferm, grattandosi il capo e mormorando: "Oh che cosa 6 Novelle Camillo Berneri pu essere? Allora si fece alla porta dello studente in legge e gli domand: "Secondo lei, che istruito, che cosa pu essere quella cosa che nel corridoio? Lo studente infil una vestaglia e si sporse a guardare.

Vedendo Nerina a terra, singhiozzante, guard il Lapi e rimase l, con la faccia di uno che ha sborniato contro un fanale. Il Lapi scuoteva la testa: "Che peccato che non trovi il nome! Eppure nel dizionario ci deve essere! Rimase cos per qualche minuto, sempre oscillando il capo. Poi grid, con una faccia tutta ilare: "Che bella idea! Che bella idea! Dalle camere accorsero. Lo trovarono in un lago di sangue.

Rimase guercio. Nerina lo cur con premure materne, delle quali si pag col diventare amica del medico. Il Lapi ci guadagn che divent quasi scemo.

CRUTZEN GEOLOGY OF MANKIND PDF

Humanismo y anarquismo

Sono entrambi minorenni e vivono ad Arezzo, dove la mamma di lui insegna. Nel si laurea in filosofia a Firenze con Gaetano Salvemini, divenendo uno degli assidui del circolo culturale fondato da Carlo Rosselli ed Ernesto Rossi. Coinvolto da agenti provocatori fascisti in particolare: E. In breve gli eventi precipitano, culminando con i fatti del tragico maggio barcellonese, dove Camillo viene ucciso insieme al compagno di lotta Francesco Barbieri, il 5 maggio , dagli agenti della ceka, un commando composto da comunisti italiani e spagnoli. Verso le 6 del pomeriggio un gruppo di "mozos de escuadra" e di "bracciali rossi" del PSUC irrompe nel porton numero 3. Li comanda un poliziotto in borghese; in tutto, saranno una dozzina. Salgono gli scalini di marmo che portano al primo piano e bussano alla porta di Berneri.

DIYA ULAMI PDF

Camillo Berneri

Chiss se verr stasera Don Anatema. Gli altri giocatori di scopa, il veterinario, il farmacista ed il direttore delle scuole si strinsero nelle spalle, come per dire: se viene, bene, altrimenti si gioca egualmente. Il dottore era socialista, ma a "Don Anatema" voleva bene. Ne amava principalmente quella sua spontanea eloquenza, che sentiva scaturire da un cuore generoso.

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