CIORAN SOMMARIO DI DECOMPOSIZIONE PDF

Shelves: philosophy-theology , french-language The Poetry of Death A Short History of Decay is a compendium of pessimistic aphorism, a sort of cosmopolitan collection of Gnostic scripture through the ages. It is entertaining, observationally acute, and compelling - all descriptions that the author would object to strenuously. I think he would accept poetry of death much more readily, however. There is little except for death about which Cioran has anything good to say. Cioran begins as a sort of secular Qoholeth from the Old Testament: All is The Poetry of Death A Short History of Decay is a compendium of pessimistic aphorism, a sort of cosmopolitan collection of Gnostic scripture through the ages.

Author:Voshicage Fesida
Country:Djibouti
Language:English (Spanish)
Genre:Travel
Published (Last):7 June 2018
Pages:298
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ISBN:761-6-90883-846-9
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Tutte o quasi hanno la caratteristica di essere pregne di una tensione vibrante che li rende estremamente godibili. I suoi libri sono scritti con rabbia e bellezza, spesso cedendo al linguaggio poetico, attraverso uno stile aforistico. Cioran nasce a Rasinari, Romania, nel , ma ancora giovane si stabilisce a Parigi. Solitamente viene posto accanto a pensatori come Pascal, Kierkegaard e Nietzsche. Cioran: la Romania era un paradiso terrestre, isolato da tutto e circondato da schiavi.

Cioran: Nel , a dieci anni, quando dovetti abbandonare il mio villaggio e andare a Hermannstadt [Sibiu], per frequentare la scuola elementare. Mi sono sentito morire. Una riflessione religiosa? Cioran: Io non sono un ateo, anche se non credo in Dio e non prego.

Mi muovo su una linea di confine. Prima di allora, ero appartenuto alla Creazione, come gli animali, assieme a quelli che ebbero un rapporto personale con me; ora mi son trovato fuori, distante.

Fu molto triste quando lesse il libro Lacrime e Santi, alla fine del , poco prima del mio trasferimento a Parigi. In quel momento, nel pieno dei preparativi del viaggio in Francia, mi chiesi, disperato, cosa potevo fare. Pochi mesi dopo, ricevetti una lettera da mia madre, con la quale mi diceva della vergogna che il mio libro aveva provocato.

Ma per questo mi mancava il dono necessario, anche se mi sentivo attratto dai grandi mistici. Nel suo lavoro traspare un elogio della vita primitiva. Cioran: In questo villaggio rumeno dove vivevo, avevamo un orto accanto al cimitero, e, per questo motivo, fin da piccolo divenni amico di un becchino di una cinquantina di anni. Era un uomo che procedeva con gioia quando doveva scavare una tomba e giocare a calcio con i teschi.

Per essere alla fine soltanto un cadavere? Queste impressioni rimasero come segni indelebili. Era sempre sorridente. Cioran: Fin da subito.

Ho convissuto con la morte, fin da molto giovane. Questo, naturalmente, fu anche il motivo per cui non ho dormito bene durante quei sette anni della mia giovinezza, e dei quali divenni esausto. Questa insonnia persistente divenne il mio punto di vista sul mondo e il mio atteggiamento nei suoi confronti.

Il momento peggiore di questa situazione lo vissi a Hermannstadt, quando vivevo con i miei. Mia madre piangeva disperata, ed io, che avevo appena compiuto 21 anni, ero sul punto di suicidarmi. Non avevo la minima concreta idea di cosa fosse la mia vita. Al cospetto, tutto il resto perde importanza. Quelli che comprendono cosa significhi la morte sono la minoranza.

Gli altri mancano di valori e anche i filosofi evitano il problema. Ma uno filosofeggia sulla morte. I filosofi hanno evitato la morte trasformandola in una questione, invece di viverla come qualcosa di esistente. Essi sentono il fenomeno profondamente, prefigurandola. In una serie di saggi su alcuni amici, Lei ha scritto di Samuel Beckett. Cosa le piace del suo lavoro?

La noia vera esiste senza motivo, senza cause esterne. Ricordo molto bene la prima volta, avevo cinque anni. Allora vivevo in Romania, con tutta la mia famiglia. Erano circa le tre del pomeriggio, quando fui preso dalla sensazione del nulla, della carenza assoluta di sostanza. Share this:.

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Sommario di decomposizione

Tanto per cominciare, non tutti hanno la fortuna di morire giovani. Il motivo? Sono certo che se non fossi stato un imbrattacarte mi sarei ucciso da un pezzo. E pubblicare anche. Ci si libera contemporaneamente di tutto quello che si ama e soprattutto di tutto quello che si detesta. E proprio quello che ho fatto io. Ho scritto per ingiuriare la vita e per ingiuriare me stesso.

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L’ultima intervista di Cioran

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